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Rassegna stampa - Sequestro cuscinetti SKF a Padova

Nuova maxi-operazione contro il falso

Purtroppo, il commercio di cuscinetti contraffatti è un problema che investe tutti i mercati e mina seriamente la fiducia del cliente finale, che li acquista e li impiega, pensando di avere acquistato cuscinetti autentici e rimane ovviamente sconcertato quando si accorge che la loro durata è minima, la qualità è scarsa o che i macchinari risultano danneggiati.

La nostra azienda, in qualità di concessionario autorizzato SKF, è in grado di garantire l'originalità di tutti i prodotti trattati.

 

Padova. 2 dicembre 2011 - Nuova maxi-operazione contro il falso, questa volta cuscinetti e parti meccaniche destinate ad auto e moto, condotta dalla Guardia di Finanza di Padova. Gli uomini delle Fiamme gialle hanno sequestrato 180mila cuscinetti a sfera, in parte ‘made in China’, con i marchi contraffatti delle case industriali SKF e FAG, tra le più quotate e conosciute a livello nazione ed internazionale. I componenti erano perfette copie di quelli autentici per colore, geometrie e confezionamento ma nessuno di quelli sequestrati ha superato i test di resistenza e qualità, a cui vengono sottoposti quelli originali.

I pezzi "taroccati", solo in parte già piazzati presso officine ed elettrauti, erano infatti fabbricati con materiali di bassissima qualità, ed erano per questo a rischio di cedimenti prematuri, con grave pericolo per la sicurezza dei mezzi sui quali dovessero essere stati montati. Al termine dell’operazione i finanzieri hanno denunciato cinque persone per i reati di contraffazione, alterazione o uso di segni distintivi dell'ingegno o di prodotti industriali; quindi di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, di vendita di prodotti industriali con marchi fasulli e infine di ricettazione.

Il blitz conclusivo dell’indagine è scattato in un capannone nella zona industriale di Padova, privo di insegne, nel quale la Gdf ha trovato migliaia di cuscinetti taroccati. I falsari si servivano di speciali macchinari in grado di incidere i noti loghi industriali su cuscinetti vergini provenienti in parte anche dalla Cina. Analizzando la documentazione le tracce contabili e bancarie, i finanzieri hanno ricostruito l’intera filiera del falso, dal deposito in provincia di Reggio Emilia utilizzato come base logistica per lo smistamento dei pezzi, sino agli oltre 100 ignari clienti che avevano acquistato il materiale contraffatto.
 

E per sapere la verità sul problema della crescente contraffazione, scarica la borchure: da dove vengono i vostri cuscinetti?